Frase del giorno

Frase del giorno: “Ma andiamo, non puoi dire sempre stronzate per essere originale!”
(Dal film “Matrimonio per colpa”)

Bauaffair.it

Abbiamo aperto finalmente!

BauAffair.it. La community dei Baustellers

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p.s: La parte grafica del sito (Banners e avatars) è fatta da me =).

Parole come icone.

Oggi, cercando alcune icone per personalizzare l’aspetto grafico del mio sistema operativo, Ubuntu Hardy Heron, ho visto sul sito gnome-look.org alcune icone, queste per la precisione.

Ecco.
Ora io mi chiedo, e secondo me è una domanda quanto meno lecita, ma che senso hanno queste icone?
Vi chiederete: “ma cosa sta dicendo questo folle?”. Ve lo spiego subito.
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Nomadismo.

In questi giorni in cui il dibattito sui rom è così aperto, avrei una cosa da farvi leggere.
Riflettete.

Fabrizio De André scrisse:

Qualcuno (mi pare Majakovskij) ha detto “Dio ci salvi dal maledetto buon senso”: se tutti fossero normali e se fossero dotati esclusivamente di buon senso non esisterebbero gli artisti e probabilmente neppure i bambini.

È tempo di nomadismo. Hanno ragione loro, gli zingari. Vivono su questo pianeta da migliaia di anni senza nazione, esercito, proprietà. Senza scatenare guerre. Custodiscono una tradizione che rappresenta la cultura più vera e più semplice dell’uomo, quella più vicina alle leggi della Natura. Andiamo verso un mondo di pochi ricchi disperatamente sempre più ricchi, mentre il resto dell’umanità, quei miliardi di uomini che continuano a chiamare curiosamente “le minoranze” , si muovono in modo molto diverso da quello che consideriamo normale. Vanno verso l’abolizione del denaro, adottano lo scambio, che è già un primo passo in direzione di una maggiore spiritualizzazione, come nelle società primitive. L’uomo, spogliatosi delle pulsioni economiche, si spiritualizzerà di più, tornerà in un primo momento verso un mondo inevitabilmente più arcaico, ma sicuramente verso una guarigione.

Fonte: Fondazione Fabrizio De André.

Cosa ne penso di Fabri Fibra.

A me, questo tipo di musica non è mai piaciuto. Forse il rap può avere una sua cultura negli States, ma non qui in Italia. Tuttavia, molti sono i rapper italiani che tentano di sfondare nel già catastrofico panorama musicale di oggi. E forse qualcuno c’è riuscito. Il suo nome è Fabri Fibra, tutti lo conoscono o ne hanno almeno sentito parlare.

No, non criticherò il suo stupido egocentrismo, le sue manie di grandezza o il suo comportamento da idiota. Non farò neanche un accenno alla sua creazione in cui si autoelogiava con finti applausi.

Fabri Fibra cerca con le sue “canzoni”, se è possibile definirle tali (ma si, dai, se facessimo gli schizzinosi non potremmo classificare come “canzone” il 99% del prodotto musicale odierno), di sollevare questioni di natura etico/sociale; ce l’ha con gli ipocriti e con tutti gli stereotipi dell’Italia, ce l’ha un pò con tutto il mondo a dire la verità.
Nella sua canzone “Bugiardo”, lui stesso dice:
tocco temi scontati
non chiamatemi artista

e ancora, nel ritornello:
Fibra, ti tolgo dal mio stereo perchè porti sfiga
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Dawn of Peace.

Click.

Cosa importa se sono caduto, se sono lontano?

Perchè domani sarà un giorno lungo e senza parole, perchè domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole.

(Faber).

Prevedere il futuro.

Non devi dire mai bugie, perchè se dici bugie, dici cose false, e le cose false non possono avverarsi.
Devi dire cose vere, devi creare sillogismi esatti.
Devi porre condizioni, le condizioni ti salveranno. Salveranno la tua anima, e ti permetteranno di controllare e prevedere il futuro.
Pensa alle equazioni. Si eguagliano due diversi polinomi.
Bene, adesso dì pure una cosa vera. La logica non sbaglia mai, il tuo futuro si avvererà.
Tu crei affermazioni e sillogismi, tu sei il padrone della tua vita.
E di quella degli altri. Tutti possiamo, volendo, avere il potere.
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Panico! (A Lee.) - Baustelle.

Una canzone nata contro il panico. Un esorcismo. Un tocco di voodoo. Un modo per allontanare il baratro. Senza ansiolitici. Senza lo xanax. Come cani in autostrada. Come in cerca della roba. Avere la visione della morte. Fottere tutto e naufragare. Mettere gli stivali e farli andare. Correre per non arrivare. Amare il rogo. Amare il suo bruciare. Sopra il palco illuminato. O nel deserto. Mettersi a cantare. Un inno rock and roll à la Lee Hazlewood. Una canzone nata contro il panico. Contro l’angoscia e la carestia. Una preghiera contro l’inquietudine. Contro l’orrore e il vuoto quotidiano. Come santi sebastiani. Come bestie sugli altari. Avere la visione della morte. Fottere tutto e naufragare. Mettere gli stivali e farli andare. Correre per non arrivare. Amare il rogo. Amare il suo bruciare. Sopra il palco illuminato. O nel deserto. Mettersi a cantare. Una canzone country contro il panico.

Baustelle.

E se non fossimo soli?

Salve a tutti.
Siamo uomini. Viviamo in comunità. Abbiamo costruito grandi città e viviamo in stretto rapporto con gli altri.
L’uomo. L’unica specie sopravvissuta del genere Homo.
Viviamo con gli altri animali, però. Nessun altro la fa.
Abbiamo cani e gatti domestici. Teniamo uccellini in gabbia. Abbiamo mucche, maiali, pecore d’allevamento. Cavalchiamo cavalli che teniamo nelle stalle. Al circo facciamo spettacoli con leoni e tigri.
E ci sentiamo superiori a tutti gli altri, semplicemente perchè effettivamente lo siamo.
L’uomo è superiore. Homo sapiens sapiens, pardon.
E siamo soli. Ma non lo siamo stati da sempre. Per molto tempo l’homo sapiens ha convissuto con l’altra specie dello stesso genere, l’homo neanderthalensis (uomo di Neanderthal).
Nell’ottima pagina di Wikipedia è presente una dettagliata descrizione, con alcune teorie sul perchè dell’estinzione di questa specie, probabilmente per un dura competizione con la specie Homo Sapiens.
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